Visualizzazione post con etichetta Don Tonino Lasconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Don Tonino Lasconi. Mostra tutti i post

sabato 7 settembre 2013

Mai più la guerra!


Terza guerra mondiale?
Ancora orfani, sangue, distruzioni.
Ancora dolore, violenza, ancora follia.
Perché la guerra è follia, pazzia,
perché la guerra è sadismo,
è distruzione, è olocausto.
Da ὅλος καυστός,
ciò che viene completamente
arso, bruciato, consumato.

E noi?
Ce ne stiamo qua,
a parlare di cosa fare sta sera,
del vestito da mettersi,
di quale trucco, di quale scarpa;
dell'ultima ricetta, dell'ultima vacanza,
dell'ultima birichinata del proprio figlio,
di quell'attore, di quel film...
Già, questa è l'ultima serata della
Mostra del Cinema di Venezia...

E noi facebookiamo, tweetiamo,
googliamo, siamo persone informate,
leggiamo sul sito dell'Ansa, su Repubblica, su...

Poi? La vita è la stessa.

Intanto a persone inermi
viene distrutta la casa,
vengono distrutti i sogni,
viene distrutta la vita.

Ma tu sai chi è Assad?
Ma tu conosci le azioni dei ribelli?

Qual'è la cura per una guerra,
per una guerra dove
"i buoni e i cattivi"
sono da entrambe le parti?

Una guerra? Un'altra guerra?
Presso quale schieramento?

Perché la guerra è follia, pazzia,
perché la guerra è sadismo,
è distruzione, è olocausto.

La cura è la pace. C'è tanto bisogno di pace.

"Mai più la guerra!(...)
C'è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia
sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire!
Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace.
Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!(...)
Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro,
la cultura del conflitto quella che costruisce la
convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa:
la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo;
questa è l’unica strada per la pace.(...)
L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace
e di sentire parole di speranza e di pace!"
               (Papa Francesco, Allocuzione all’Angelus,
               Piazza San Pietro, domenica 1 settembre 2013)

Che cos'è la pace?
È rompere! Eh, sì!
Rompere convenzioni e convinzioni,
come dice Tonino Lasconi.
Gesù "ha un'idea tutta sua della pace(...)
diversa da quella che normalmente
viene chiamata tale: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi" (Gv 14,27).
Che pace è quella di Gesù?(...) LA PACE DI GESÙ è
costruire il mondo come Dio l'ha pensato:
giusto, bello, ospitale per tutti i suoi figli.
La sua pace è giustizia, rispetto reciproco,
attenzione ai più deboli e ai più poveri, perdono,
armonia fra le creature e fra esse e il creatore.
È la pace che nasce dalla lotta quotidiana contro l'egoismo,
non dal sonno del menefreghismo."
               Tonino Lasconi, "Gesù il grande rompi".

Pace non è indifferenza,
pace non è menefreghismo.

Sunwand

fonti:
Libretto veglia per la pace
Un uomo di pace ma...

domenica 20 gennaio 2013

La paura della pianura



La pianura è il quotidiano, dove i giorni sembrano tutti uguali, dove tutto è faticoso, dove tutto va combattuto e sudato, dove tutto si ripete sempre…
E dove tutto è sempre provvisorio, perché da un momento all’altro tutto può esserti portato via, non solo le cose che ami, ma anche le persone più care, perfino quelle con le quali avresti voluto vivere per sempre...
Lo studio, il lavoro, la costruzione e la coltivazioni dei sentimenti e degli affetti,  la necessità di dover continuamente scegliere… Che fatica la pianura!
Sì, c’e proprio da averne paura. Verrebbe quasi quasi la voglia di fuggire.
Verrebbe? Viene. Irrompe. E si scappa via.
Oooh! Pianura, addio, ti saluto!  Adesso sì! Il bowling e il bigliardo al posto della scuola, ore pigre davanti alla tivù o dentro le cuffie, navigate infinite nel cyberspazio, toccate e fughe invece di sentimenti duraturi, decisioni e scelte continuamente rimandate… Poi il sabato sera rafforzato da pasticche e tiri, e la domenica passata a ronfare fino al pomeriggio…
E passa la paura.
Passa? Viene imbavagliata fino al lunedì. Perché la paura non si lascia vincere da chi vuol salire e rimanere su un Tabor che non è Tabor, ma uno scendere più in basso della pianura, un metterci la testa dentro, sotto.
Il Tabor è salire in Alto, da dove è possibile vedere, capire e decidere che ogni piega del quotidiano è sempre nuova, unica, importante, vera, sicura… se la si vive guardandola dall’Alto.
Signore, è bello per noi stare qui. Qui, nella pianura guardata dal Tabor!

Don Tonino Lasconi
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...