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mercoledì 23 luglio 2014

Come può una storia finire dopo otto anni di complicità, di amore ricambiato?


Come può una storia finire dopo otto anni di complicità, di amore ricambiato?
Non sto parlando di semplice tradimento che brutalmente stronca una relazione, non sto parlando di chissà quali azioni o eventi che immediatamente mettono un punto, il punto finale, ad un importante capitolo della nostra vita.
Parlo di quella fine inaspettata, forse sono temuta, quella che spiazza: uno lascia e l'altro si smarrisce.
Essere lasciati dalla persona che si ama è un pugnale a doppio filo che brutalmente si insinua nel cuore: ti lascia esanime e disperato. Per quanto il tempo possa guarire tutte le ferite, le cicatrici rimangono.
Eppure spesso quella lama da tempo è lì davanti al petto: tuttavia finché non entra non ci accorgiamo della sua presenza. L'amore finisce, i sentimenti dei momenti iniziali sono mutati, si cresce e gli interessi cambiano.
È quello che è successo qualche giorno fa ad una amica. Ora questo può succedere a tutti, sposati o fidanzati: mi sono chiesta quindi se tutte le motivazioni che chiudono un rapporto che durava da anni in realtà siano solo il risultato di segni non colti precedentemente, di ripetuti e abituali comportamenti sbagliati che portano ad allontanare le due persone.
Così ho pensato un po' alla storia tra me e L., a quanto, tempo fa, la tensione fosse aumentata tra noi tanto da arrivare pressoché vicini alla rottura. Sono convinta che molto spesso la fine di una storia sia responsabilità di entrambi: voglio quindi fare un mea culpa, una riflessione su come allontaniamo da noi le persone che ci voglio bene, su come portiamo la persona che abbiamo accanto in una strada senza uscita.
In realtà il come non è di certo solo uno; tuttavia credo che siano due gli atteggiamenti frequenti che molti di noi commettono. Credo che il primo sia scaricare tutti i nostri affanni, le delusioni, i fallimenti, sul nostro partner, sfogarci pesantemente per ogni cosa, insomma riversagli addosso le nostre frustrazioni e darlo per scontato.
Le delusioni di una giornata al lavoro, le tensioni che portiamo addosso, la stanchezza, sono pesi che abbiamo bisogno di scaricare e chi meglio c'è di chi abbiamo accanto per essere ascoltati? È solo parte di un pensiero l'idea che anche lui/lei abbia avuto una giornata non facile e che oltre a sopportare il proprio peso debba anche accollarsi il nostro. Un grande errore spesso è credere che le nostre frustrazioni, i nostri impegni, siano assolutamente e di gran lunga più pesanti, assillanti esasperati di quelli sopportati dalla nostra metà. E magari è anche vero.
Nulla però ci da il diritto di rispondere in malo modo, di alzare la voce, di accanirci contro chi nulla ha a che fare con tutto ciò che durante la nostra giornata è successo. La frustrazione è da lasciare fuori dalla porta di casa. Ora se questa situazione si protrae per anni ci si abitua, si impara a pazientare, si spera che le cose vadano meglio; infine, però, si raggiunge la frutta! Non è facile rendersi conto di questa cosa, no non lo è per niente! Pensi che sei tu che sopporti tutto e lui/lei deve solo ascoltarti in fondo. Brucia sulla pelle la rabbia che cresce quando chi hai accanto non ti vuole ascoltare, un la pensa come te, e tu inveisci, alzi la voce...
Rendersi conto dei modi di comportarsi sbagliati è dura, è dura persino cercare di pensare che siamo noi a sbagliare quindi figuriamoci quanto sia difficile cambiare davvero. Eppure è necessario.
Ogni giorno dovrebbe essere teso migliorare se stessi, metterci in discussione, guardarci allo specchio e tentare di accorgerci dei nostri errori prima di ricevere una bella botta sui denti! Forse se lungo la strada cerchiamo di non dare per scontata la persona con cui ci teniamo per mano, se cerchiamo di vivere con più tranquillità e leggerezza, se cerchiamo di abbandonare le frustrazioni, l'abitudine, la stanchezza e l'egoismo, forse davanti a quella strada chiusa, davanti a quel vicolo cieco, insieme si potrebbe abbattere quel muro e proseguire il cammino su quella strada uniti anziché lasciare la mano, voltarsi e andarsene.

Sunwand

lunedì 21 luglio 2014

A tutti serve un copilota


Ryan: Cara mi ha detto che tu hai qualche ripensamento.
Jim: Io non penso che sarò in grado di arrivare in fondo.
Ryan: E perché hai deciso di dirlo solo oggi?
Jim: Beh...ieri sera me ne stavo...ero sul letto e non riuscivo a dormire così ho cominciato a pensare alle nozze, alla cerimonia e al fatto che stiamo comprando casa e che andremo a vivere insieme, che avremo un figlio e poi un altro figlio e poi Natale, il giorno del Ringraziamento, le vacanze scolastiche e poi le partite di football e tutto a un tratto si stanno laureando, trovano lavoro e si sposano e poi io divento nonno, poi vado in pensione, perdo i capelli, ingrasso e prima che me ne accorga sono morto. E mi sento come non...non faccio che pensare "A che serve?". Me lo sai dire a che serve?
Ryan: A che serve?
Jim: Sì, insomma, che sto mettendo in piedi qui?
Ryan: È, Jim, è il matrimonio, è tra le cose più belle sulla faccia della terra, è quello a cui ogni persona aspira.
Jim: Tu non ti sei mai sposato.
Ryan: Questo è vero.
Jim: Non ci hai nemmeno provato.
Ryan: Bhe, è difficile definire "provare", sai...
Jim: Non lo so, tu sembri più felice di tutti i miei amici sposati.
Ryan: Senti, Jim, non voglio mentirti: il matrimonio può essere un inferno e hai ragione, tutte quelle cose porteranno alla tua eventuale dipartita.
Jim: Esatto.
Ryan: Il tempo passa per tutti e non possiamo né rallentarlo né fermarlo e poi finiremo tutti nello stesso posto.
Jim: Già.
Ryan: Quindi non serve a niente.
Jim: Non serve a niente, è quello che dico io!
Ryan: Lo so...Sai, io non sono certo la persona giusta con cui parlare di queste cose ma, se tu ripensi ai ricordi più belli, ai momenti più importanti della tua vita, eri da solo?
Jim: No, credo di no.
Ryan: E pensaci un attimo: ieri sera, la sera prima delle nozze quando queste stronzate ti giravano in testa, tu e Julia e eravate in camere separate?
Jim: Sì, Julia è voluta tornare a casa e io sono restato da solo nella suite "Luna di Miele".
Ryan: Ti sentivi solo, eh?
Jim: Sì, parecchio solo.
Ryan: La vita è meglio in compagnia.
Jim: ...Già...
Ryan: A tutti serve un copilota.
Jim: Tu sei un grande!
Ryan: Grazie.
Jim: Allora, che aria tira là fuori?
Ryan: Non buona.
Jim: Lei è incazzata?
Ryan: Diciamo turbata.
Jim: Che dovrei fare?
Ryan: Va da lei!

Tratto da "Tra le nuvole" di Jason Reitman, sceneggiatura di Jason Reitman e Sheldon Turner

giovedì 26 giugno 2014

Bacio


Bacio che sopporti il peso
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
diventa suono e paura.

Alda Merini

martedì 17 giugno 2014

Qualunque cosa avvenga di te e di me


E ti dico ancora: qualunque cosa avvenga di te e di me, comunque si svolga la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento in cui tu mi chiami seriamente e senta d’aver bisogno di me, mi trovi sordo al tuo appello. Mai.

Hermann Hesse

giovedì 29 maggio 2014

L'amore è eterno.


Non è possibile amare e separarsi. Si vorrebbe che fosse possibile. Si può trasformare l`amore, ignorarlo, sprecarlo, ma non si può estirparlo dall'anima... L`amore è eterno.

Edward Morgan Forster

mercoledì 21 maggio 2014

Tutto il resto è una scusa.


Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi.
Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono, e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.

La verità è che non gli piaci abbastanza

lunedì 5 maggio 2014

L'amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo


Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo: Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d'animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L'amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo.

Martin Luther King - La forza di amare

sabato 26 aprile 2014

Scritto sulla sabbia


Che il bello e l'incantevole
Siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
- effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.

Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.

Hermann Hesse - La felicità, versi e pensieri

giovedì 27 febbraio 2014

Posso scrivere i versi più tristi sta notte


Posso scrivere i versi più tristi sta notte.
Scrivere per esempio: " La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza ".
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l'amo più , è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

Pablo Neruda

lunedì 17 febbraio 2014

Ascolto


Quando un uomo, il cui matrimonio era in crisi, cercò il suo consiglio, il maestro disse: "Devi imparare ad ascoltare tua moglie".
L'uomo prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva imparato ad ascoltare ogni parola che la moglie dicesse.
Il maestro le disse sorridendo: "Ora torna a casa e ascolta ogni parola che non dice".


Padre Anthony De Mello - Un minuto di saggezza nelle grandi religioni

venerdì 14 febbraio 2014

Quel che è



Quel che è
è assurdo
dice la ragione
è quel che è
dice l’amore

E’ infelicità
dice il calcolo
non è altro che dolore
dice la paura
è vano
dice il giudizio
è quel che è
dice l’amore

è ridicolo
dice l’orgoglio
è avventato
dice la prudenza
è impossibile
dice l’esperienza
è quel che è
dice l’amore.

Erich Fried

giovedì 16 gennaio 2014

Mi hai guardato a lungo



Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse

martedì 7 gennaio 2014

L’Amore è la forza che trasforma e migliora l’Anima del Mondo


“Perchè, allora, dici che io non conosco l’Amore?” domandò il Sole.
“Perchè amare non significa essere immobile come il deserto, nè scorazzare per il mondo come il vento, nè vedere tutto da lontano, come fai tu.
L’Amore è la forza che trasforma e migliora l’Anima del Mondo. Quando, per la prima volta, sono riuscito a penetrarla, ho creduto che fosse perfetta. Ma poi mi sono accorto che era un riflesso di tutte le creature, e che aveva le sue guerre e le sue passioni.
Siamo noi che alimentiamo l’Anima del Mondo: e la terra su cui viviamo sarà migliore o peggiore, se noi saremo migliori o peggiori.
È qui che entra la forza dell’Amore, perché quando amiamo desideriamo sempre essere migliori di quanto siamo.”

Paulo Coelho - L’alchimista

sabato 7 dicembre 2013

Il principe


Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?

Hermann Hesse

mercoledì 4 dicembre 2013

Le opere dell’amore


Le opere dell’amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c’e’ pace c’e’ Dio,
e’ cosi’ che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.

Madre Teresa di Calcutta

giovedì 28 novembre 2013

Il vero amore non lascia tracce


Il vero amore non lascia tracce
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai
Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve
Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell’aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano

Leonard Cohen

sabato 26 ottobre 2013

Ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo


Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno. E cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese?

Gabriel García Marquez - L’amore ai tempi del colera

sabato 21 settembre 2013

Un valzer di Chopin


Un valzer di Chopin riempie la sala
una danza selvaggia e scatenata.
Alla fine pallido chiarore,
il pianoforte adorna un'appassita ghirlanda.

Il piano tu, il violino io,
così suoniamo e non smettiamo
e attendiamo inquieti, tu e io,
chi per primo spezza la magia.

Chi per primo interrompe il ritmo
e scosta da sé le candele,
e chi per primo pone la domanda,
a cui non vi è risposta.

Herman Hesse

mercoledì 4 settembre 2013

L'anno delle tappe



Questo è stato l'anno delle tappe.

Altolà il malinteso!
Non nominino i cm,
le gambe corte,
nessuna questione di inferiorità
o di "botte piccola"!
No no no,
parlo di tappa agonistica,
di affannosa corsa,
di finale sollievo,
di incertezza nella riuscita,
di gioia per l'arrivo.
Decisioni da prendere
e scelte da fare.
E l'anno di cui parlo non va
da gennaio a dicembre.
Parte dal nebbioso autunno,
attraversa il freddo l'inverno,
esplode nella promettente primavera,
percorre la non troppo calda estate
per poi, forse, arrivare nel successivo
e ancora non definito autunno,
all'inizio o alla fine
o neanche.

L'ultimo esame all'università
prima del laboratorio pre-tesi,
L'utile - inutile tirocinio,
Preadolescendi sull'orlo
dell'irritante adolescenza
a cui fare postcatechismo,
"Ti amo" vietato, non detto, contenuto,
desiderato, dubitato
e finalmente proferito,
Il laboratorio di laurea da scegliere,
Mettersi a dieta e riuscirci,
Non rimanere indietro con gli esami,
Imparare a cucire.
Amicizie ritrovate, amicizie perse,
Lezioni, esercitazioni, revisioni, consegne.
Esami.
E ancora,
Lezioni, esercitazioni, revisioni, consegne.
Coccole e attenzioni, sperate e ottenute.
Gioie.
Fine di tutti gli esami...manca solo l'id.
Speranza e fiducia. Fede.
Finalmente l'idoneità.
Con tutto ciò che ha comportato.
Scelte per la Tesi? Nada.
Basta, fine, stop! Mare!
Voglia di vacanza. Vacanza?
Macchè!!
Conchiglie, trapano e punta da 2mm,
Bologna, portici, FAI e Factum Arte,
Buste di caffè, macchina da cucire,
Gonna da modificare.
Imbiancare casa,
fai da te, non solo bianco.
Ma...Lui mi ama? Mi vuole ancora?
È lontano, è freddo, è...Luca.
Non mi ama, non lo amo, non mi ama...
"Ti amo, tesoro" e il cuore esplode,
lo abbraccio prima che veda gli occhi lucidi.
Respiro il suo odore, sento il suo calore,
questa notte non me lo voglio dimenticare.
E partire, fare la valigia, scegliere i panni,
e non sapere il giorno del ritorno
davvero non ha  prezzo.

E la montagna è una metafora,
è la metafora di questo anno.
È fatica e arrivo, è allenamento,
è amore.
La montagna è bellezza infinita
che non credevi, che non ti aspettavi,
"È così che mi immagino il paradiso"
mentre ancora stavamo camminando,
mentre ancora il fiato era corto
mentre il cuore e i polmoni desideravano
l'ossigeno. Dio, l'ossigeno.
Tesoro, ti guardo e...ti amo.
Non darlo per scontato,
non darmi per scontata.
E di notte "Hai freddo?"
"Sììì", mi abbracci, mi scaldi,
schiena contro schiena,
vorrei che ogni notte fosse così.
La strada, la tappa, l'arrivo.
E poi si ricomincia,
in ogni senso.

Si ritorna a casa,
mi mancava la mia casa,
così grande, così famigliare,
così incompleta, così vuota.
Mi mancava il mio letto
ma ora manchi te.
Tesi tesa, tesa dalla tesi,
la tesi che incombe,
ma quale tesi?
Quale socia, quale relatore,
decisioni da prendere...E
Bologna, portici, FAI e Factum Arte,
dov'ero rimasta?

Dubbi, speranze,
appuntamenti e tappe.
Cosa succederà?
Mettersi a dieta e riuscirci.
Tesi, che ansia,
Tesoro stammi vicino.
Il lavoro inizia, la scuola inizia,
i corsi iniziano, la palestra inizia.
Tutto inizia quando tutto sta finendo.

Intanto mangio cioccolata.

Sunwand

Vedi anche:
Fine di un'epoca

mercoledì 29 maggio 2013

Dedicato a te



Il primo pensiero appena apro gli occhi è dedicato a te,
il calore del sole è dedicato a te,
le fusa del gatto,
il profumo dei fiori,
le risate di un bambino,
le vetrine dei negozi,
i giorni di festa,
i lampi, i tuoni e la mia vita,
soprattutto quella è dedicata a te.

Rosella Ardesia
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