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mercoledì 1 maggio 2013

Parlaci del lavoro



Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le altre cantano all'unisono?

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.

Originale:
When you work you are a flute through whose heart the whispering of the hours turns to music.
Which of you would be a reed, dumb and silent, when all else sings together in unison?
Always you have been told that work is a curse and labour a misfortune.
But I say to you that when you work you fulfil a part of earth's furthest dream, assigned to you when that dream was born,
And in keeping yourself with labour you are in truth loving life,
And to love life through labour is to be intimate with life's inmost secret.

Kahlil Gibran - Il Profeta


domenica 7 aprile 2013

Esiste poi il coraggio


Esiste poi il coraggio necessario per resistere alle difficoltà che ci logorano. Noi sappiamo che, qualsiasi mestiere facciamo, qualsiasi compito svolgiamo, ogni giorno incontreremo continuamente opposizioni, ostacoli da superare. E in certi casi le difficoltà sono così grandi da farti pensare che forse sia meglio lasciar perdere, ritirarsi. Ti assalgono allora un'immensa fatica e il senso dell'inutilità di ogni cosa. Hai solo voglia che tutto finisca. Lo scoramento è una terribile tentazione.

Francesco Alberoni - Chi ha coraggio lo usi, anche per ammettere gli errori (Corriere della sera, 12 luglio 2004)

lunedì 8 ottobre 2012

Studio-lavoro: il tirocinio


Primo giorno.
In realtà non mi è proprio sembrato un vero inizio: oggi non ho fatto pressoché nulla e ho perso le lezioni all'università. Ottimo inizio!
Credevo di dovermi mettere d'accordo circa i giorni e gli orari: sono rimasta là tutto il giorno...senza far niente: che rabbia.
Arrivo, la ragazza mi fa accomodare alla postazione davanti a due computer ancora Windows XP: uno con autocad 2008 a cui servivano i codici di attivazione e l'altro con autocad 2007. Abituata ad un 2013, con una visualizzazione ben diversa, mi sono messa il cuore in pace e decidendo, per i prossimi giorni, di portare il mio portatile. Ciliegina sulla torta: nel mouse la rotellina non andava e in autocad è...diciamo molto importante.
Primo compito: guardare un progetto, familiarizzare...dopo averlo studiato chiedo cosa posso fare ma, nonostante da luglio sanno che avranno una tirocinante, sembrano impreparati: non ne hanno un'idea. Finalmente un ragazzo mi fa disegnare due prospetti che per fortuna erano simili ad altri prospetti e così nella mattinata riesco a finirli.
Intanto provo ad intavolare il discorso dei giorni e degli orari ma l'architetto tra un impegno e l'altro sguinzagliava via. Speravo di tornare in facoltà nel pomeriggio ma non ho avuto il coraggio, già al primo giorno,di andarmene di mio arbitrio. Esco e vado a mettere, oltre ai 4 euro del parcheggio della mattina, altri 4,5 euro per il pomeriggio. Pranzo con una pasta salata e un caffè nel bar sotto lo studio e con la ragazza della mattina rientro. Gli espongo le mie necessità e mi dice di braccare il capo. Ma tra i suoi "un attimo", "arrivo subito", "vengo tra poco", ho passato il pomeriggio girandomi i pollici, senza fare nulla e, presa l'agenda in mano, ho iniziato a scarabocchiarvi sopra qualcosa, giusto per passare il tempo.
Finalmente arriva il proprietario dello studio e, finalmente, mi chiede dei giorni. Nonostante tutto non mi manda via.
Una riunione con l'impiantista ha dato un po' di colore al pomeriggio: ho assistito e ogni tanto asserito.
Tornata alla nullafacenza della mia scrivania dopo un po' finalmente mi manda via.
Chiudo il computer, inforco la borsa, saluto ed esco.
Spero in bene domani.

Sunwand

mercoledì 15 febbraio 2012

La visione dell'eccellenza



Chi è maestro nell'arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero,
fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione,
il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos'è cosa.
Persegue semplicemente la sua visione dell'eccellenza in qualunque cosa egli faccia,
lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando.
Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Antico pensiero Zen

venerdì 3 febbraio 2012

Beneficato... perché pago il tuo lavoro



C'è la diffusa tendenza da parte delle imprese, a considerarti un beneficato,
per la sola ragione che pagano il tuo lavoro.

Enzo Biagi

giovedì 12 gennaio 2012

La gioia nel lavoro


Anche in questa epoca nostra in cui la sofferenza delle masse è formidabile e i problemi sociali sono straordinariamente complicati, può esserci una gioia di vivere, sol che noi vogliamo vedere in ogni problema che il nostro tempo ci pone un compito a noi affidato. Come può ogni singolo individuo venire a capo di questo compito?
Ciò dipende dalla sua capacità personale e dalla sfera di azione a lui affidata.
Ma chiunque di noi voglia comprendere, può raggiungere la più alta felicità
che l’uomo possa conoscere: quella di lavorare per la felicità altrui.

Henri De Man - La gioia nel lavoro

domenica 8 gennaio 2012

Le tre regole di lavoro



Le tre regole di lavoro:
1. Esci dalla confusione, trova semplicità.
2. Dalla discordia, trova armonia.
3. Nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole

Albert Einstein

mercoledì 21 dicembre 2011

Amare il proprio lavoro


Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.
(…)
E’ malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso ed il mondo.

Primo Levi - La chiave a stella

mercoledì 23 novembre 2011

Il lavoro è amore rivelato



Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio,
accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
E se spremete l'uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,
renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

Kahlil Gibran - Il profeta
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