martedì 10 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
Pregherò
Pregherò
Per te
Per te
Che hai la
notte nel cuor
E se tu lo
vorrai
Crederai.
Io lo so
perché
Tu la fede
non hai
Ma se tu lo
vorrai
Crederai.
Non devi
odiare il sole
Perché tu
non puoi vederlo,
Ma c'è
Ore splende
su di noi,
Su di noi.
Dal castello
del silenzio
Egli vede
anche te
E già sento
Che anche tu
lo vedrai.
Egli sa
Che lo
vedrai
Solo con gli
occhi miei
Ed il mondo
La sua luce
riavrà.
Io t'amo,
t'amo, t'amo,
O-o-oh!
Questo è il
primo segno
Che dà
La tua fede
nel Signor.
Nel signor,
nel Signor.
Io t'amo,
t'amo, t'amo,
O-o-oh!
Questo è il
primo segno
Che dà
La tua fede
nel Signor,
Nel Signor.
La fede è il
più bel dono
Che il
Signore ci dà
Per vedere
lui
E allor:
Tu vedrai,
Tu vedrai,
Tu vedrai,
Tu vedrai
Adriano Celentano - Non mi dir (1965)
domenica 8 gennaio 2012
Le tre regole di lavoro
venerdì 6 gennaio 2012
Prostratisi lo adorarono
Fratelli, seguiamo i magi, lasciamo le nostre abitudini
pagane.
Andiamo ! Facciamo un lungo viaggio per vedere Cristo.
Se i
magi non fossero partiti lontano dal loro paese, non avrebbero visto
Cristo.
Lasciamo anche noi gli interessi della terra. Finché
restavano nel loro paese,
non vedevano nulla se non la stella ; quando invece
hanno lasciato la loro patria,
hanno visto il Sole di giustizia (Ml 3,20).
Diciamo meglio: se non avessero intrapreso generosamente il loro viaggio,
non avrebbero nemmeno visto la stella.
Anche noi alziamoci dunque, e anche
se a Gerusalemme tutti restano turbati,
corriamo là dove si trova
il Bambino...
"Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre,
e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli
offrirono i loro doni".
Quale motivo li ha spinti a prostrarsi davanti
a quel bambino?
Nulla di particolare nella Vergine o nella casa;
nessun
oggetto in grado di colpire lo sguardo e di attirarli.
Eppure, non contenti
di prostrarsi, aprono i loro tesori,
con doni che non si offrono se non a
Dio
- l'incenso e la mirra simboleggiano la divinità.
Quale motivo li ha
spinti ad agire in questo modo?
Lo stesso motivo che li aveva decisi a
lasciare la patria,
e a partire per quel lungo viaggio: è la stella,
cioè la luce
con la quale Dio aveva riempito il loro cuore
e li conduceva poco a poco
in una conoscenza più perfetta.
Se questa luce non li avesse
illuminati, come avrebbero potuto
rendere tali omaggi mentre ciò che vedevano
era così povero e umile?
Non c'è grandezza materiale, ma soltanto un
presepio,
una stalla, una madre priva di tutto,
perché tu possa vedere più
chiaramente la sapienza dei magi,
perché tu possa capire che essi sono
venuti
non verso un uomo, ma verso un Dio, loro benefattore.
San Giovanni Crisostomo (circa 345-407), vescovo d'Antiochia - Omelie su Matteo, 7-8
giovedì 5 gennaio 2012
domenica 1 gennaio 2012
Buon anno!
sabato 31 dicembre 2011
Ode alla Vita
Lentamente
muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi,
chi non
cambia la marca, chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non
parla a chi non conosce.
Muore
lentamente chi evita una passione,
chi
preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i
piuttosto
che un insieme di emozioni,
proprio
quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che
fanno battere il cuore
davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente
muore chi non capovolge il tavolo,
chi è
infelice sul lavoro,
chi non
rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si
permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente
muore chi non viaggia,
chi non
legge,
chi non
ascolta musica,
chi non
trova grazia in se stesso.
Muore
lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si
lascia aiutare;
chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente
muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa
domande su argomenti che non conosce,
chi non
risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la
morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di
gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare"
Martha
Medeiros - Ode alla Vita - (attribuita erroneamente a Pablo Neruda)
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